La Settimana Confederale

Di seguito le news della settimana dal 30 OTTOBRE al 3 NOVEMBRE 2017

 

 

 

SITUAZIONE GENERALE

 

Dopo l’approvazione della legge elettorale le Camere tornano ad occuparsi delle questioni che toccano le imprese e la vita delle persone. In particolare si sta avviando il confronto sulla legge di stabilità che include anche provvedimenti per i trasporti.


Seguiremo le evoluzioni, per le parti che ci riguardano, onde non trovarci penalizzati da emendamenti che, visto il clima preelettorale, singoli parlamentari o forze politiche potrebbero proporre.


Intanto una prima decisione, che riguarda la ormai datata carenza di personale tecnico presso gli uffici delle le motorizzazioni è stata assunta. A fronte di una richiesta del Ministro  Delrio di ottenere l’assunzione di almeno 280 ingegneri la risposta è stata misera solo 30. Complimenti! Ovviamente siamo intervenuti con un comunicato di critica nei confronti di un Ministero, quello dell’Economia, che dimostra di non conoscere in alcun modo le criticità che conseguiranno da una risposta insufficiente atta a soddisfare tale esigenza.


Sempre in settimana ho firmato il mandato al legale per impugnare di fronte al Tar del Piemonte la delibera dell’Authority dei trasporti che ha pervicacemente deciso di esigere il contributo anche dalle imprese di trasporto, nonostante i precedenti pronunciamenti negativi, rispetto a tale richiesta, del medesimo Tar  e della Corte Costituzionale.

 

PROSEGUE L’INVASIONE DEI PAESI DELL’EST

 

Una riprova di quanto Conftrasporto e l’ufficio studi di Confcommercio avevano sostenuto nel terzo Forum di Cernobbio, relativamente alla capacità di penetrazione dei vettori appartenenti ai paesi emergenti nei trasporti, trova conferma da una indagine svolta dalla BGL. L’associazione tedesca ha calcolato come vi sia stata una riduzione nei Kilometri percorsi dalle imprese tedesche, scesi dal 67,7% al 57,7%, a fronte di un incremento dei vettori dei paesi emergenti cresciuti, dal 18,4% al 33,2%. Non erano visioni pessimistiche le stime presentate a Confcommercio ma la conferma di quanto sta succedendo, nel disinteresse di molti.

 

VIA DELLA SETA: RISCHIO O OPPORTUNITÀ?

 

Un’ulteriore conferma di quanto l’economia europea stia correndo i rischi di essere conquistata dalla Cina attraverso la cosiddetta “Via della seta” viene dalle notizie che vengono riportate dagli organi di stampa. La Cina, attraverso i cinque corridoi, che compongono la Via della seta, ha aperto un nuovo collegamento via ferro che, evitando l’attraversamento della Russia arriva nel continente europeo. Questo si aggiunge ai due convogli che arrivano al terminal di Mortara ormai da qualche mese (nulla di nuovo sotto il sole. I Romani fecero grande l’Impero attraverso le strade; ora i cinesi si apprestano ad invadere l’Europa con  prodotti, altamente competitivi rispetto a quelli continentali). Il mondo dei trasporti e della logistica ne risulta in tutta evidenza coinvolto. Ma se il Paese non si doterà di un sistema efficiente in grado di gestire le merci ed i tempi, che l’economia fondata sul Just in time richiede, sarà definitivamente tagliato fuori. Alcuni, forse, sottovalutando tali rischi, esaltano solo le opportunità offerte dal raddoppio del canale di Suez. La presenza cinese intanto è già presente nell’area mediterranea sia con il porto del Pireo che con Rodi.  Se non saremo in grado di fronteggiare quelli che sono i bisogni della domanda, dopo aver perso l’opportunità di avere il porto di Taranto, come terminal di accoglienza, si rischierà di perdere anche quelli di Vado Ligure, Trieste, etc. il principio è sempre quello: la merce va dove più le conviene. L’Italia, non ci stancheremo mai di ripeterlo, corre il rischio di essere bypassata ad ovest verso i porti del nord Europa, come avviene già ora, e da una possibile rotta balcanica che potrebbe partire dalla Grecia.


Ecco una delle motivazioni per le quali le imprese di trasporto devono strutturarsi per affrontare un futuro in rapida mutazione se si vuole che una opportunità (che deve essere ben valutata) non si trasformi in un danno. Credo che la Cina comunque non si fermerà. O saremo in grado di avere capacità attrattiva o il processo si compirà senza di noi.


LO SCIOPERO DEI CONDUCENTI È STATO VIRTUAL- MEDIATICO

 

In settimana si è registrata l’attuazione delle due giornate di sciopero proclamate dai rappresentanti dei lavoratori. Già nella scorsa settimana l’autotrasporto che operava nel petrolifero era stato chiamato alle iniziative di protesta. La risposta dei lavoratori è stata identica. Adesione irrilevante. I prodotti petroliferi sono stati consegnati ed in questi due giorni gli autisti hanno fatto viaggiare i loro automezzi. Dire che non vi siano stati in alcuni porti o interporti, aziende (si contano sulle dita di una mano) iniziative di protesta sarebbe negare i fatti. Altrettanto lo è sostenere, come hanno annunciato i rappresentanti dei lavoratori, che  elle imprese di autotrasporto l’attività sia stata bloccata con adesioni quasi totali. Gli automezzi hanno viaggiato tranquillamente, come abbiamo potuto dimostrare attraverso i link con le telecamere situate sui tratti delle autostrade. A di là di qualche iniziativa mirata su poche aziende, i conducenti hanno dunque risposto agli inviti a scioperare loro rivolti con un No grazie!


Le Organizzazioni sindacali hanno già ipotizzato una nuova iniziativa per il mese di Dicembre. Le federazioni dell’autotrasporto hanno riconfermato la loro disponibilità a riprendere quel confronto interrotto in modo unilaterale dai rappresentanti dei lavoratori, “subordinando la disponibilità alla revoca di qualsiasi ulteriore iniziativa di sciopero”. Staremo a vedere.


Conftrasporto ha sostenuto, attraverso comunicati stampa, le posizioni dei datori di lavoro, smentendo le dichiarazioni entusiastiche sull’adesione all’azione che venivano diffuse. L’aspetto più singolare è che, se sciopero vi è stato, si è registrato prevalentemente presso le imprese a collettame e di spedizione, aderenti al mondo Confetra che aveva dato la disponibilità a sottoscrivere il contratto. Delle due l’una: o i sindacati erano consapevoli della non riuscita dello sciopero nell’autotrasporto e quindi, pur avendo trovato un accordo con la Confetra non hanno esitato a metterne in difficoltà le imprese che erano disponibili a sottoscriverlo (vedi le dichiarazioni del presidente Confetra) o la scelta non è quella di dare ai lavoratori il rinnovo del contratto ma di altra natura.


Una osservazione di metodo. Non vogliamo certo dare lezioni di correttezza sindacale a nessuno ma nelle poche iniziative che si sono registrate abbiamo constatato accanimenti contra personam. Nel senso che qualcuno deve aver pensato che “punendo” qualche rappresentante che siede al tavolo delle trattative con azioni mirate otterrà un mutamento delle posizioni del fronte imprenditoriale. Per quanto riguarda noi chi ci rappresenta non è portatore di idee proprie ma agisce secondo il mandato avuto dagli organismi. Ergo siamo di fronte ad un tentativo inutile quanto irrituale ed inutile. Nelle associazioni democratiche non vi è un unico padrone che decide per tutti. Quello esiste nelle pseudo rappresentanze . la democrazia vuole che siano gli organismi a confrontarsi ed a decidere.

 

ALIS CONDANNA LE FEDERAZIONI CHE TUTELANO LE IMPRESE

 

Davvero un bel modo di tutelare le imprese del trasporto. Con un comunicato diffuso il presidente di Alis interviene sullo sciopero e bolla come “irresponsabili” le federazioni che avrebbero abbandonato il tavolo della trattativa. L’imprecisione nella quale è incorso deriva dalla non conoscenza dei fatti. Chiariamo subito. Le federazioni del trasporto non hanno abbandonato il tavolo di confronto; ad interromperlo sono stati i rappresentanti dei lavoratori. Così come, lo ripetiamo, non esiste richiesta di eliminare la quattordicesima che è stata in modo subdolo denunciata dai sindacati.


Interessante, invece, constatare come la difesa dei lavoratori italiani venga da parte di chi sostiene la legittimità di utilizzare lavoratori extra UE sulle navi, pur percependo aiuti dallo Stato italiano. L’obiettivo nobile, ne siamo convinti, non è contenere il costo del lavoro ma aiutare gli extra comunitari a trovare una occupazione. Sentimento encomiabile se non fosse che così si lasciano a terra lavoratori italiani. Così come non abbiamo dubbi che il Presidente di Alis si impegnerà anche per far riconoscere agli operatori del trasporto, dai committenti, (il Suo in primis e quelli, eventualmente presenti associati), gli incrementi che deriverebbero se si accettasse la richiesta dei sindacati di riconoscere più di 200 euro al mese per ogni conducente. Potrebbe anche far azione di persuasione per convincere (gli strumenti sappiamo non gli mancano) le “molte imprese” associate a concedere l’aumento. Se così sarà candideremo il presidente Alis, non alle prossime elezioni, (forse ci sta già pensando da solo), ma al “premio bontà e della responsabilità sociale”. Dare degli irresponsabili a chi opera su mandato dei propri associati e senza sapere come stanno le cose, è superficiale ed offensivo. Verrebbe da dire da che pulpito viene la predica!

 

UN PENSIERO A CHI NON C’È PIÙ

 

In questa settimana corre l’obbligo di rivolgere un pensiero, magari anche una preghiera, a tutti quegli amici e colleghi che ci hanno lasciato. Molti sono scomparsi per malattie, altri per incidenti sul lavoro, anche se mai riconosciuti come deceduti sul lavoro. Non ricordo interventi da parte dei media o delle Autorità dello Stato in tal senso. Per l’immaginario collettivo è utile parlare di “incidente sulla strada”. 


Sarà dovuto al fatto che se fosse classificato come incidente sul lavoro si dovrebbe aprire una inchiesta e scoprire magari delle corresponsabilità?

 

Comunque il loro ricordo è sempre presente in noi! E credo giusto commemorarLi.

 

Alla prossima.

 

Paolo Uggè

03 novembre 2017