IL PUNTO di Paolo Uggè

Un’altra settimana è trascorsa tra chiacchiere e polemiche ed il Paese è ancora senza un Esecutivo che inizi ad affrontare i temi del Paese.

 

In settimana il Ministro Delrio ha presentato a Roma il libro che parla dell’esigenza di connettere l’Italia. Da parte mia vi è stata una manifestazione di condivisione ovvia dell’intenzione. Il problema drammatico è che per la situazione in atto che ho sopra evidenziato, le intenzioni non si trasformano in atti concreti.

 

L’ho evidenziato in un comunicato stampa, diffuso a commento dell’iniziativa pubblica anzidetta. Se non si assumono iniziative concrete, ma senza un Governo in carica il tutto diviene problematico, il rischio che il Paese corre è  parlare di connessione ma avere il Paese scollegato dal resto dell’Europa.

 

L’avvio dell’azione di contingentamento che il Governo del Tirolo, d’intesa con quello austriaco, ha attuato, nonostante il parere contrario espresso dalla Commissaria Violeta Bulc e la chiara netta presa di posizione del portavoce della Commissione europea, produrrà un danno all’economia nazionale e, consentendo ad un Paese parte della Comunità di infischiarsene dei richiami, genererà tale effetto.

 

Conftrasporto è intervenuta chiedendo l’intervento del Presidente del Consiglio Gentiloni, in carica per gli affari correnti, ma nessun cenno di interessamento, (manco una dichiarazione pubblica) si è registrato.

 

Così a pagarne le conseguenze sono le imprese nazionali. Abbiamo dato incarico ad uno studio legale di esaminare la possibilità di avviare una azione di responsabilità, con richiesta di danni, nei confronti di tutti coloro che di fatto hanno reso possibile, non facendo nulla, all’Austria danneggiare con decisioni non legittime un altro paese della Comunità . Ricordo che il Governo austriaco assunse per ottenere l’ingresso nella Comunità, formale impegno di non frapporre ostacoli alla libera circolazione delle merci. Su questo si fondò la procedura di conciliazione che portò alla eliminazione del sistema degli eco punti. A distanza di tempo ricomincia la danza. Il che non ci meraviglia. Quello che invece ci indigna è l’ignavia di chi avrebbe il dovere di tutelare i nostri interessi e non fa nulla. In settimana l’onorevole  Salini (FI), componente della commissione europea trasporti ha condiviso le nostre preoccupazioni ed ha accusato il Governo Italiano di evidente disinteresse. 

 

Possiamo continuare a lungo in una simile situazione? E se gli operatori decidessero una mattina di mettere in atto una azione di blocco sulla Brennero? Cosa succederebbe? Si avvierebbero azioni penali per blocco stradale?

 

Questi episodi si possono verificare perché la rappresentanza del settore è indebolita dalla frammentazione esistente che continua a permanere e che invece di trovare evoluzioni positive consente (questo è un fatto che peserà sul futuro delle imprese) l’esplosione di rappresentanze spurie fondate o su fenomeni ricattatori o su indicazioni mendaci del numero delle imprese rappresentate. Rischiamo di veder riconosciuta realtà che o sono senza sedi o associano meno di cento imprese. È forse giunto il momento che per dimostrare il requisito della rappresentanza si attuino le intese raggiunte in accordi interconfederali tra i rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori e di dare applicazione anche delle procedure in essere per le Camere di Commercio.

 

Il Governo assente, federazioni fantomatiche e le forme di concorrenza associativa resa possibile da “aiuti” esterni  e da comportamenti che offendono l’etica della rappresentanza sono le principali cause del collasso di un sistema sociale che pagheremo tutti.

13 aprile 2018