COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE ORE 17.30

Questa è una guerra e deve durare il meno possibile. Il comparto più colpito ora fa perno su turismo e trasporti” questa dichiarazione del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, apparso oggi su Repubblica, da la netta sensazione di come nel nostro Paese esistano persone che riconoscono il ruolo strategico e decisivo del mondo dei trasporti.

 

Convinzione che non sembra appartenere ad altre rappresentanze che aggregano diversi settori del mondo produttivo che non deve aver ancora bene recepito che senza i servizi di trasporto e della logistica il sistema Paese non riesce a reggere. Tengano pure aperti i loro centri di produzione ma se i trasporti non sono in funzione la merce prodotta rimane sui piazzali. Non ci vuole molto a comprenderlo.

 

E’ comprensibile che ognuno nei momenti di crisi pensi a tutelare innanzitutto la propria realtà ma se non si fa strada il concetto che bisogna rispondere a queste difficoltà, simili ad una guerra come dice Il presidente dell’Abi, come una sola squadra, avremo difficoltà ad uscire dalle difficoltà. Come citato dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli facciamo nostro lo spirito della tifoseria della gloriosa squadra di calcio del Liverpool che si ispira alla dichiarazione d’amore “You’ll never walk alone” (non camminerai mai da sola). Anche noi impegniamoci, dunque, a non far camminare nessuno da solo.

 

Quello che si fa fatica a comprendere sono le diverse interpretazioni che vengono lasciate a valutazioni personali, soprattutto se stupide o inutili. E’ stato detto che il virus colpisce gruppi o persone che sono contagiate dalla troppa vicinanza da parte da chi è infetto. O non è vero! Oppure Non si capisce come possa trasmettere il virus un soggetto che corre o che effettua delle attività motorie all’aperto in zone dove non si trova nessuno. Se effettuo una camminata tra i boschi, prati, oppure se in una palestra compio esercizi ginnici da solo o con un istruttore che da una distanza di alcuni metri mi fornisce le opportune indicazioni, come metto in pericolo la salute altrui? Comprendo si impediscano gli spostamenti inutili, o le dimostrate troppe presenze sui mezzi pubblici, ma tener chiusi dei negozi di vicinato che ricevono o su prenotazione ed un cliente alla volta mentre si tengano aperti dei supermercati, che non sempre verificano che le distanze previste siano rispettate, mi pare un sacrifico inutile.

 

Sono più da eliminare gli assembramenti davanti alle stazioni, supermercati oppure consentire l’accesso ai negozi di vicinato dove entri una persona per volta, pena la chiusura dell’esercizio se la regola non viene fatta applicare dal negoziante? Se si riduce il numero dei mezzi pubblici vi saranno più persone o meno su una vettura? Mettere i controlli e sanzionare severamente chi non ha diritto agli spostamenti per regioni di lavoro, di salute o per esigenze improcrastinabili da dimostrare deve essere sanzionato duramente. Perché non si facciano confusioni occorrono disposizioni chiare, controlli a campione e intelligente elasticità nel dare applicazione alle norme. Prescrizioni generate da “decretite acuta” sono assimilabili a chi spara ad un moscerino con un fucile.

 

Paolo Uggè

25 marzo 2020