IL PUNTO di Paolo Uggè

La situazione sta sempre più complicandosi dopo le prese di posizione sui contenuti del provvedimento che dovrà essere inviato alla Commissione europea, al fine di ottenerne la condivisione.

 

Non è certo una vicenda irrilevante. In gioco ci sono le possibilità di utilizzare più di 200 miliardi di fondi che l’Europa mette a disposizione dei singoli Paesi per ristorare i danni provocati dalla crisi pandemica. 

 

Il Governo ha licenziato un testo che verrà sottoposto al vaglio del Parlamento prima di essere inviato alla Commissione europea. Sui contenuti della prima bozza di decreto fatta circolare, diverse sono state le prese di posizioni e richieste di modifica sia da parte dalle forze politiche che dalle rappresentanze delle categorie. Conftrasporto/Confcommercio ha ovviamente evidenziato quelle che riguardano i settori rappresentati chiedendo modifiche, avanzando suggerimenti ed assunto anche una posizione critica sugli interventi ipotizzati per il mondo dei trasporti e della logistica.

 

In tutto questo periodo non poche sono state le proposte presentate e le critiche da me avanzate non solo  relative alle  ipotesi di intervento ma anche rispetto alla gestione della pandemia.

 

Più volte ho evidenziato che se si bloccano determinate attività si riducono i consumi e conseguentemente i trasporti. Ecco le ragioni per le quali non si è esitato, attraverso pubbliche prese di posizione, anche per la gestione della distribuzione dei vaccini a formulare osservazioni ed anche critiche. Il vaccino sembra essere la strada che ci consente di uscire da una situazione che grava sull’intera economia, trasporti compresi. Se i consumi non ripartono le merci che le nostre imprese movimentano si riducono. Quindi esiste un interesse diretto.

 

In diverse comunicazioni ho avuto modo di riconoscere il positivo ruolo esercitato dalla ministra Paola De Micheli che ha prodotto risultati utili alla categoria. Chi non se ne è accorto è stato molto disattento. Affermo questa evidenza in quanto, dopo una intervista apparsa sul giornale La Verità di lunedì 11 gennaio, alcuni hanno immaginato, sbagliando, che fosse un attacco al ministro. Nulla di tutto ciò è vero né in alcun modo riconducibile ai contenuti dell’intervista che non cita mai la titolare dei trasporti. Le critiche caso mai riguardano la politica del governo e di taluni esperti o pseudo tali, come chi è stato chiamato a coordinare la logistica, senza avere le esperienze adeguate. Per il trasporto del vaccino puntuale arriva, guarda caso, la denuncia di chi rappresenta imprese specializzate nel trasporto con furgoni a temperatura controllata con mezzi coibentati, che contesta il fatto che la consegna venga affidata a corrieri dotati solo di box termici. Il trasporto del vaccino deve essere effettuato nel pieno rispetto delle norme per dare garanzia di sicurezza. Era questo il senso della nostra richiesta. Ecco perché occorreva che operatori redigessero un protocollo preciso.

 

Mi è stato fatto notare che il passaggio critico relativo al trasporto pubblico locale potesse essere inteso come diretto alla titolare dei trasporti. Così non è! Forse sfugge che innanzitutto Conftrasporto rappresenta diversi settori, essendo una confederazione di sistema. E’ quindi suo dovere è tutelare tutte le categorie ivi compresi i trasportatori di persone. Nessuno può contestare il fatto che non era certo compito esclusivo del dicastero dei trasporti la decisione di incrementare l’offerta del TPL, per ridurre il rischio assembramenti chela riapertura delle scuole poteva generare.  (immagino si comprenda che la proposta avanzata da Conftrasporto di utilizzare gli automezzi delle imprese private per  raddoppiare l’offerta di trasporto era rivolta al capo del l’Esecutivo e all’attenzione degli altri dicasteri interessati ai problemi della scuola). Non mi pare che la ministra Azzolina l’abbia presa in grande considerazione, anzi l’ha ignorata. Così come la Presidenza del Consiglio. Come può quindi pensare che sia  una responsabilità da addossare al ministero dei trasporti? Poteva, senza avere la certezza della copertura economica, assumere impegni con le imprese del trasporto persone il dicastero dei trasporti? Certo che no!  la critica, quindi, forse male interpretata, non poteva essere certamente diretta all’on.le Paola De Micheli.

 

Su tutte le altre questioni da me trattate nell’intervista sono altro che la riproposizione delle posizioni prese attraverso comunicati stampa sulle richieste avanzate al Governo in questi mesi. Pertanto le critiche non si può, in buona fede, pensare non  riguardassero la collegialità dell’Esecutivo. Chi le ha interpretate come un attacco alla ministra non ne ha certo compreso l’intento. Del resto basta leggere quanto ho sostenuto nelle interviste ad alcuni social, anche recentemente, per rendersi conto di come più volte abbia sottolineato il positivo interessamento della titolare dei trasporti. Se poi vi è chi vuole attribuire attacchi di altra natura che non sono invece presenti nella intervista sul quotidiano la Verità, sappia che ha travisato e intravisto ciò che non c’è.

 

Si dovrebbe sapere come soprattutto nelle interviste telefoniche, a volte, non si riporti fedelmente il senso delle dichiarazioni. Io rispondo di quello che scrivo. Con questo non è mia intenzione smentirne i contenuti, forse comprensibilmente male interpretati. Non ho alcuna difficoltà nel ribadire ciò che ho già dichiarato relativamente all’impegno dimostrato, in particolare nei confronti dell’autotrasporto di merci, da parte dell’attuale ministro dei trasporti Paola De Micheli.

 

Ribadisco che sulla gestione delle conseguenze della pandemia mantengo tutte le riserve già sostenute ed  in modo particolare sull’incertezza generata dalla continua emanazione di provvedimenti annunciati, prima dai organismi tecnici e poi validati dalla presidenza del Consiglio. In questo sono in discreta compagnia se si tiene conto delle prese di posizione del mondo delle imprese produttrici, del terziario e di tanti operatori. In chiusura si legge sul sito del ministero che una lettera congiunta sia stata inviata dalla ministra alle Autorità comunitarie per le limitazioni introdotte al Brennero, d’intesa con la collega tedesca. Iniziativa positiva che risponde alla richiesta avanzata da Conftrasporto alcune settimane fa e che risponde all’interesse del Paese.

13 gennaio 2021