IL PUNTO di Paolo Uggè

Innanzitutto auguri di Buona Pasqua a tutti coloro che hanno la pazienza di seguire le mie comunicazioni.

 

Dovrei dire che siamo nella data giusta. 1° aprile è la giornata del “Pesce d’Aprile”. Il Governo ha provveduto a festeggiare ma purtroppo non si tratta di uno scherzo; il D.L è una triste realtà.

 

Come avevo già detto cittadini ed imprenditori si attendevano segnali che dessero il senso di cambiamento rispetto al passato. La svolta doveva arrivare nel nuovo Decreto Legge, emanato dal Consiglio dei Ministri, ma così non è stato. Cambiamenti verso le libertà non si vedono. Anzi, a voler essere pignoli, si potrebbe dire che se di un cambiamento si tratta non è certo stato in meglio.

 

Inutile dire che il modello delle verifiche è cambiato. Il ritornello ormai ha stancato e non ci crede nessuno. Per questo concordiamo con la presa di posizione dell’onorevole Luca Squeri che ha ribadito come le imprese non possano resistere ancora un mese ed invitando con determinazione l’Esecutivo ad intervenire almeno alla metà di aprile, se intende evitare la catastrofe.

 

Rimangono in vigore, infatti, oltre all’assurdo quanto inutile coprifuoco, i divieti per i ristoranti, le attività sportive, gli spostamenti, gli alberghi ed i divieti arlecchino imposti da governatori alla ricerca di visibilità. A tutto questo si è aggiunta l’ultima perla, intrisa della cultura del divieto, riconducibile ai principi di stampo sovietico, voluta dal Ministro Speranza. Complimenti al Ministro che invece di applicare le medesime regole valide per tutti ha pensato bene di introdurre misure che hanno interagito con prenotazioni già effettuate per spostamenti all’estero. Non era più equo, se il principio fosse stato la salvaguardia della salute, attuare a tutti controlli più mirati e severi? Se invece l’obiettivo è quello di punire i cittadini il Ministro ha centrato l’obiettivo.

 

Vista la proroga del lockdown, anche se mascherato, non si potevano dare segnali di buon senso per dare veramente la dimostrazione del cambiamento? Sarà pur vero che alcune scelte fatte sono conseguenti alla cattiva gestione del Governo precedente, ma spostare alle 24, anziché alle 22, il coprifuoco, consentire le riaperture ai negozi anche con attività più ridotta, ai ristoranti, cinema, teatri palestre e piscine, operando sulle presenze in più turni ma numericamente inferiori rispetto ai tempi normali? Introdurre in queste, ed altre attività segnali di ripartenza non sarebbe stata la reale dimostrazione che il cambiamento annunciato iniziava a realizzarsi? Sarebbe stata una iniezione di fiducia. Invece si è prevista la riapertura delle scuole ma senza modificare i turni ed incrementare i servizi per dare più possibilità di spostamento.

 

Affrontando poi gli interventi di natura economica, i cosiddetti ristori, basta leggere le dichiarazioni di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e di altri rappresentanti di interessi per rendersi conto di quanto non produrranno gli effetti annunciati le misure decise. Decreto sostegni: “serve svolta vera; attività chiuse ma Tari a livello record; nel 2020 Tari sale a 9,7 mld, nonostante il calo dei rifiuti; in anno Covid l’aumento della Tari è pari al 60%; beffa del Governo: attività chiuse e Tari record; il decreto prolunga il dramma alle nostre imprese”. Mi fermo qui perché credo che sia sufficiente a dimostrare quanto il Governo, nato sull’impegno di far ripartire l’economia invece la stia affossando. Un esempio tocca anche il mondo dei trasporti, quelli definiti “eroi”. E’ stata introdotta, con un colpo di mano, la tassa sull’ Authority dei trasporti che non ha alcuna competenza sull’ attività dell’autotrasporto. Un bel modo per aiutare una settore che ha subito sul proprio fatturato la riduzione del 25%. Complimenti!

 

Certo che non è solo l’Esecutivo a meritarsi grande insoddisfazione. I partiti di opposizione quelli che nei tempi passati, giustamente, accusavano il Governo in carica, cosa hanno fatto? Bastano dichiarazioni tipo: l’SOS va ascoltato! Ci fate ridere! Non è forse più dignitoso tornare all’opposizione? Non voglio addentrarmi in scelte che non mi appartengono ma chi è andato all’opposizione forse ha visto giusto. Credo inoltre che da quella posizione si sarebbe potuto avere più forza. Non raccontateci la “balla” che essendo nel Governo vi è più potere di condizionare. Bastano i risultati per seppellire con una amara risata questa tesi. E’ la poltronite la vera molla che vi induce a giustificazioni inutili ma che tutti comprendono e che, statene certi, non dimenticheranno.

 

L’unica strada che troverebbe il consenso della gente è quella di impegnarsi per potenziare a qualsiasi condizione le vaccinazioni e finirla con le scelte stupide, quanto inutili. Una domanda: ma che risultati ha prodotto la politica dei divieti? Rapportatela alle scelte diverse effettuate in altri Stati. Svizzera, Svezia, Regno Unito, Israele, non sono forse esempi da toccare con mano? In quei paesi i cittadini iniziano ad assaporare le libertà ritrovate. Quando non si sa come fare si copia. Spiace perché nel Governo nuovo la gente aveva riversato grandi speranze. Ad oggi non si può che constatarne le continuità fallimentari di quello precedente.

01 aprile 2021